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ASSOMAC LANCIA LA TARGA VERDE

L’Associazione promuove la sostenibilità nel settore delle tecnologie per calzature, pelletteria e conceria

In occasione dell’Assemblea Annuale, Assomac presenta la Targa Verde, un percorso volontario che si concretizza in uno strumento a disposizione degli Associati, un elemento identificativo utile a comprovare al cliente finale i parametri di efficienza, riduzione dell’impatto ambientale e sicurezza operativa delle tecnologie prodotte.

“Prodotti “sostenibili”, e di conseguenza la loro produzione e il loro utilizzo, sono diventati un paradigma determinante ai fini della competitività internazionale. In questo quadro, le macchine e le tecnologie, come parte della catena di fornitura, giocano un ruolo essenziale nella qualificazione del processo produttivo – afferma Gabriella Marchioni Bocca, presidente di Assomac. La consapevolezza delle competenze e della qualità tecnologica raggiunta deve diventare un elemento di forza dell’intero comparto, che da tempo presenta soluzioni tecnologiche all’insegna della sostenibilità. Produrre in modo efficiente riducendo gli sprechi e risparmiando risorse energetiche e materiali non è solo una necessità ambientale ma anche impegno socio-economico per le future generazioni. Sappiamo che la trasparenza delle informazioni tecniche è un prerequisito indispensabile per rendere visibile questo impegno ed è per questo che abbiamo voluto essere ancora una volta promotrici, al fianco delle nostre imprese, di uno strumento così importante come la “Targa Verde”.

La Targa Verde fa parte del progetto “Fornitori di Tecnologie Sostenibili”, su cui l’Associazione sta lavorando da tempo e il cui obiettivo finale è quello di andare oltre le semplici dichiarazioni, attraverso la creazione di un Sistema di Labelling, certificato da un Ente Terzo. In questo modo, la singola Azienda aderente all’iniziativa potrà valutare e calcolare le prestazioni della propria macchina, riferita a un ciclo produttivo definito dal produttore. Il sistema permette di calcolare dei parametri di riferimento internazionalmente riconosciuti, come il CFP (Carbon Footprint), misurato con la metodologia di calcolo condivisa e standardizzata del Life Cycle Assessment (LCA).

“Tracciabilità, sostenibilità, trasparenza, compatibilità ambientale sono prerogative ormai fondamentali che non possiamo ignorareconclude Gabriella Marchioni Bocca. È nostro compito trovare le soluzioni più innovative per collegare il processo produttivo alla sostenibilità ambientale, che non è solo un elemento di eccellenza ma anche di competitività: in un mercato internazionale sempre più esigente, attento a tali tematiche e che richiede risposte concrete a queste nuove necessità produttive, le informazioni sulle performance energetico-ambientali di una particolare tecnologia possono costituire un vero valore aggiunto rispetto ai propri concorrenti”.

 

Vigevano, 30 giugno 2017